Quando si parla di gaming e di giochi online, la mente corre spesso ai giochi da casino – clicca qui per saperne di più, al betting online o ai multiplayer. In realtà, però, una delle tendenze più accattivanti sul gaming internazionale è quella degli eSports, un fenomeno che in Asia e negli Stati Uniti ha preso piede in maniera consistente, e che qui da noi si sta gradualmente affermando, pur con qualche maggiore timidezza rispetto al resto del mondo. Ma che cosa sono gli eSports?

Gli eSports sono degli sport elettronici competitivi, generalmente organizzati in tornei all’interno dei quali si sfidano i videogiocatori più famosi del mono. Le competizioni sono gestite in vere arene fisiche, con postazioni console e con premi in palio piuttosto ricchi: i montepremi crescono anno dopo anno, anche perché a crescere sono pure gli sponsor e le attenzioni mediatiche nei confronti di un comparto che ha ancora molto da dire, e che si sta avvicinando gradualmente a una maturazione milionaria.

Non sfugge, peraltro, il fatto che dopo un primo momento di scetticismo, siano sempre di più coloro che ritengono di poter accomunare gli sport elettronici agli sport “tradizionali”. Effettivamente, gli elementi che animano gli eSports sono gli stessi: c’è competizione, c’è allenamento, c’è gioco di squadra, c’è la necessità di coordinare muscoli e riflessi, c’è il bisogno di usare il cervello e tanto altro ancora.

Ad ogni modo, anche se il mercato sta crescendo, in Italia gli eSports sono solamente una piccola parte del potenziale. Stando alle più recenti analisi compiute in materia, infatti, nel nostro Paese il valore di questo settore è pari a 12 milioni di euro, con una previsione di circa 14-15 milioni di euro entro la fine dell’anno. Non certo una cifra sottovalutabile, ma sicuramente ben poca cosa rispetto a quello che potrebbe accadere nel corso del prossimo futuro, quando ci si attende un’esplosione davvero notevole. Peraltro, il trend di crescita di questo fenomeno è straordinario: sommando il fatturato di tutte le nazioni principali, si arriva ad un + 40% annuo, in grado di trascinare il giro d’affari mondiale intorno a 700 milioni di dollari, ma probabilmente in rotta per 1,5 miliardi di dollari già entro il 2020.

insomma, il gaming competitivo sembra crescere di buona lena, e sempre poter garantire a tutti coloro che hanno in mente di partecipare a questo contesto le migliori soddisfazioni: non stupisce, peraltro, il fatto che sempre più brand internazionali di principale livello si stiano interessando a questo settore, e che sempre più società sportive “tradizionali” stiano creando i loro alter ego digitali. Nel calcio sta succedendo con molti club (dal Barcellona alla Roma), e lo stesso sta accadendo – ad esempio – nella Formula 1 o nel basket.

Insomma, il momento in cui si potrà parlare di eSports alle Olimpiadi non è ancora prossimo (ma qualcuno ci sta già lavorando, e pare con buone prospettive), ma sicuramente gli sport elettronici hanno finalmente acquisito quella dignità che in una prima fase del loro sviluppo era mancante.